I mercoledì dell’Accademia. Francesca Cagianelli e Giorgio Ott su Metafora e iconicità nel linguaggio della comunicazione
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annamaria monteverdi/ Dicembre 17, 2016/ conference

Continuano gli appuntamenti de ‘I Mercoledì dell’Accademia’ oramai seguiti da un folto pubblico curioso di sentire riflessioni sulla comunicazione contemporanea dai protagonisti della scena nazionale e internazionale che fanno visita a Pisa.

Ospiti del prossimo mercoledì 21 Dicembre 2016 dell’Accademia di Belle Arti Alma Artis di Pisa (Palazzo Quaratesi, via Santa Maria 25) dalle ore 17:00 la storica dell’arte Francesca Cagianelli e l’art director di Autorivari Giorgio Ott con un intervento titolato “Da Leonetto Cappiello alla grafica contemporanea: metafora e iconicità nel linguaggio della comunicazione”.

Nell’intervento i segreti della grafica pubblicitaria verranno analizzati svelando il particolarissimo approccio alla comunicazione di Leonetto Cappiello (fondatore del manifesto pubblicitario moderno) ed il suo impatto nella grafica contemporanea.

Il Direttore dell’Accademia, Dario Matteoni, terrà una breve introduzione sull’evento e presenterà gli ospiti.

Note sull’artista Leonetto Cappiello.

Nel procedimento crea­tivo dell’affiche Leonetto Cappiello trasfonde un dinamismo anatomico trascritto attraverso sintesi japonistes, grazie a cui le invenzioni femminili equivalgono a un assieme decorativo simile – per citare il critico Félicien Fagus – a un’“esplosione di serpentine”.
Dopo l’innovativa concezione affichistica asserita da Chéret nei termini di “fresque moderne” o “fresque ornementale”, anche se in una direzione troppo “bouquet”, Cappiello declina autonomamente la sua iconografia costellata di amazzoni in sella a cavalli dalle cromie paradossali o di raffinate tipologie di bellezze parigine dalle toilettes moderne, campite su fondi uniti e violenti.
La formula cappiellesca non sfugge al fascino nipponico, così che, se le protagoniste femminili delle sue affiches finiscono col delineare una galleria di invenzioni inimitabili, tra cui il primato spetta senz’altro all’eroina di Fleur des Neiges, “une grande réclame, qui semble une estampe d’Outamaro ou d’Hokusaï”.
L’obiettivo di Cappiello resta quello di fissare “la dominante della figura”, e di rappresentare il “gesto fondamentale”, sulla base dell’individuazione di alcune strategie fondamentali, la prima delle quali coincide con l’effetto causato a distanza, la seconda con l’aspetto decorativo della “tache”.
Ma è lo stesso Cappiello a indicare l’importanza strategica di altre motivazioni all’origine della sua concezione dell’affiche, ovvero innanzitutto “la ricerca della tache”, per la quale risultano funzionali due elementi, le opposizioni di colori intensi da una parte, i soggetti compositivi molto semplici dall’altra.
Si tratta di una strategia destinata a trasformare l’affiche, concepita per la visione a distanza e in piena luce, in una vera e propria “arte decorativa della strada”, tale cioè da indurre nell’osservatore “lo stupore”, non certo sulla base di componenti umoristiche o satiriche, ma grazie a un’impostazione “divertente o spirituale”.
In altre parole, l’affiche deve equivalere a una sorta di “comique mathématique”, secondo la formula varata in Chocolat Klaus, divenuta quest’ultima, a detta dell’artista, una sorta di “obsession”, e coincidente con l’avvio della sua rivoluzione affichistica.

Note biografiche sui protagonisti dell’evento.

Giorgio Ott, nonostante il cognome esotico, nasce a Livorno negli anni 70, appassionato di arte, design e comunicazione si iscrive e si diploma, con il massimo dei voti, in grafica pubblicitaria all’Accademia Cappiello di Firenze.
Dopo alcune interessanti esperienze come designer in varie agenzie pubblicitarie fiorentine, dove si occupa di packaging e graphic design fa ritorno a casa, o più precisamente a Pisa dove fonda insieme a Luca Antoni una delle prime esperienze di coworking legato al mondo della comunicazione.
Attualmente si occupa della creativitа di autorivari, agenzia di comunicazione e design con sede a Pisa e Berlino ed insegna lettering e graphic design alla Alma Artis Academy di Pisa.

Dopo la laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Pisa Francesca Cagianelli ha avviato una indagine approfondita sull’Ottocento e il Novecento toscano. Svolge importanti ricerche sulla figura di Antonio Antony de Witt. Segnaliamo il volume Tra pittura e incisione. Antonio Antony de Witt critico delle arti (Pisa-Roma 1997) e la mostra antologica di Antonio Antony de Witt presentata nel 1998 nel Salone da Ballo del Quartiere d’Inverno della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.
A partire dal 1997 assume la direzione scientifica delle mostre promosse dal Comune di Crespina, curandone il progetto e il catalogo: la scelta di temi inediti e problematiche cruciali della pittura toscana dell’Ottocento e del Novecento caratterizza rassegne quali Pittori in villa. Silvestro Lega e l’ambiente dei Tommasi a Crespina e dintorni (1997), ma soprattutto Il Tirreno “naturale museo” degli artisti toscani tra Ottocento e Novecento (1998). Con le mostre dal titolo In Toscana dopo Degas. Dal sogno medioevale alla città moderna (1999) e L’officina del colore. Diffusione del fauvisme in Toscana (2000) documenta in sede espositiva i rapporti tra la pittura toscana del XIX e XX secolo e le principali tendenze francesi coeve. Nel 2001 è la volta di La Toscana e il Novecento e nel 2003, sempre per il Comune di Crespina, cura la rassegna Il ritratto storico in Italia (1902-1952). Dal volto alla maschera.incarico del Comune di Collesalvetti cura diverse iniziative, sia espositive che editoriali. Ricordiamo in particolare il volume Carla Celesia di Vegliasco e il Campo Susanto di Pisa. Le decorazioni inedite della Villa “Il Poggio” a Collesalvetti (1924), (2002); la mostra Carla Celesia di Vegliasco protagonista del Simbolismo Toscano (2003) e la mostra Carlo e Luigi Servolini. L’Arte, il Pensiero, le Tecniche (2004).
Nel 2003, anno in cui Francesca Cagianelli progetta e realizza la prima grande mostra antologica dedicata al pittore Guido Peyron, accolta nella Palazzina Mangani di Fiesole, corredata da un’ampia monografia di oltre 300 pagine.
Nel 2005 pubblica per i tipi dell’editore Umberto Allemandi la prima esaustiva monografia su Luigi Gioli, dal titolo Luigi Gioli. L’epica agreste e la città moderna tra macchia e impressione, riportando alla luce inediti dipinti e opere grafiche dell’artista.
Per Silvana Editoriale realizza la prima importante monografia scientifica dedicata a Renato Natali che presenta una serrata ricognizione bibliografica delle fonti, mai finora effettuata con adeguato impegno e serietà, rendendo finalmente nota l’importante documentazione finora inedita conservata presso il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Nel 2016 pubblica la prima importante monografia in lingua italiana dedicata a Leonetto Cappiello: Leonetto Cappiello (1875-1942). Oltre l’affiche.