Debutto del nuovo spettacolo di teatro-ragazzi del Tam Teatromusica “Fiabesca”

annamaria monteverdi/ dicembre 4, 2017/ NEWS

Fiabesca

Martedì 5 dicembre 2017 alle ore 10
Martedì 5 dicembre 2017 alle ore 16.30 (inserito nel percorso formativo per insegnanti I LINGUAGGI DEL TEATRO con Mafra Gagliardi)
Mercoledì 6 dicembre 2017 alle ore 10
Giovedì 7 dicembre 2017 alle ore 10

Piccolo Teatro, Via Asolo 2 Padova
TEATRO RAGAZZI PADOVA 2017-2018

 

Ideazione e scrittura Flavia Bussolotto
con Flavia Bussolotto, Marco Tizianel
tecnico “raccontafiabe” Stefano Razzollini
voce narrante Mafra Gagliardi
scene Michele Sambin, Alessandro Martinello
costumi Claudia Fabris
disegno luci Stefano Razzolini
video Michele Sambin, Alessandro Martinello
suoni Michele Sambin
maschere e oggetti Michele Sambin e Alessandro Martinello

regia Flavia Bussolotto

Con la collaborazione di: Bel-Vedere Lab Progetto Partecipato tra artisti-operatori-cittadini a cura di Echidna e Comune di Mirano, Comitato Mura di Padova, Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia, Theama Teatro, Fondazione Villa Benzi Zecchini/Teatro Maffioli di Caerano di San Marco (TV)

Età: dagli 8 anni

Fiabesca è un’intensa e colorata immersione nel mondo simbolico della fiaba, dove ogni personaggio è un archetipo e i luoghi sono paesaggi interiori universali.
Un moderno “raccontafiabe” fa emergere memorie di fiabe conosciute con le immagini di un videoproiettore e con parole e suoni registrati. I personaggi di Hansel e GretelCappuccetto RossoLa Bella e la Bestia irrompono in scena evocando storie e simboli, per poi tornare nel profondo da cui sono venuti, lasciando una traccia, l’eco di un sogno o di un mito.
In un regno suggestivo, di solito occupato dal racconto orale, dalla parola che evoca immagini, con la nostra ricerca proviamo, con leggerezza, a capovolgere il rapporto, raccontando soprattutto con immagini che evocano parole: simboli visivi scolpiti si condensano in un oggetto, in un segno di luce, contrappunto a un’ombra intensa e forte. In questo universo visivo anche la parola trova il suo spazio diventando segno essenziale.