Mostra di videoarte a Genova per il progetto IAM
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annamaria monteverdi/ Maggio 17, 2015/ digital art

IAM ovvero International Augmented Med è un progetto finanziato dall’Unione Europea basato sulle tecnologie interattive per i beni culturali, nato da un interessante partenariato che riunisce  quattordici partner di sette paesi intorno al bacino del Mediterraneo (Italia, Spagna, Egitto, Libano, Tunisia, Giordania e Palestina). L’ente capofila del progetto è il Comune di Alghero, l’altro ente italiano, partner associato, è il DIRAAS dipartimento universitario di arti e spettacolo di Genova di cui fanno parte le progettiste ed esperte di new media art Liliana Iadeluca e Anna Monteverdi.

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In questi giorni a Genova, Palazzo Ducale, Sala Dogana è stato inaugurato uno degli appuntamenti previsti dal programma triennale di IAM, ovvero una mostra di opere di artisti significativi legati alla videoarte e all’arte interattiva selezionati e messi in ambiente dalla mano esperta di Liliana Iadeluca, light designer e allestitrice museale. La luce, i dispositivi video, le proiezioni su superfici murarie o su vecchi tv a tubo catodico o su plasma mostrano un’arte video in evoluzione, sia nei contenuti che nella postproduzione; alcune delle opere usano sistemi interattivi presi a prestito dalla videogame art, come la Kinect one o la tecnica del videomapping. La documentazione del videomapping realizzato da Marko Bolkovic TRANSIENCY a Girona è un racconto astratto della germinazione vegetale e dell’evoluzione tra effetti optical, geometrie e decostruzioni di elementi architettonici. Installazioni di Alpha Version, Zlatolin Donchev, Cesare Bignotti, Roberta Orlando, Erika Brunelli e molti altri.

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Poi ancora, opere di audiovisual art nelle figurazioni geometriche astratte che si rispecchiano, di Angela Di Tomaso, la vera rivelazione della mostra che non mancherà di far parlare di sé in questo settore della digital art. La sua videoinstallazione non sfigurerebbe in ambienti internazionali come Ars electronica.

Questi progetti europei sono un vero crogiuolo di sperimentazione tecnologica e ottima vetrina per far capire dove stanno andando le nuove tecnologie e come si sviluppano i linguaggi mediali.

Ma il vero focus del progetto IAM è la loro applicazione non solo nel campo artistico ma anche e soprattutto nell’ambito turistico: archeologie del passato, musei potranno beneficiare delle tecnologie della realtà aumentata e grazie all’arte, inventare nuovi modi di vivere il territorio, favorendo una nuova economica culturale.