EXTRACT-RomaEuropa: in streaming il 18 febbraio lo “storico” spettacolo Cinématique di Adrien M & Claire B
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Annamaria monteverdi/ Febbraio 18, 2021/ NEWS

In scena al Romaeuropa Festival 2016 lo spettacolo (che valse al duo il premio della giuria nella competizione internazionale di danza e nuova tecnologia al Festival des Bains Numériques del 2009) è un sogno ad occhi aperti: un susseguirsi di paesaggi virtuali composti da elementi naturali, numeri, linee, punti, lettere e figure astratte che interagiscono, in tempo reale, con i corpi d’una danzatrice e di un giocoliere grazie ai sofisticati software sviluppati dagli stessi Adrien Mondot e Claire Bardainne. Ed è proprio il lavoro di sviluppo informatico, che ha impegnato i due artisti per ben più di tre anni (fino alla realizzazione del software eMotion), a permettere a corpi e oggetti protagonisti di Cinématique d’acquisire nuove conformazioni fisiche e nuove possibilità di movimento: la danza, qui, si fa ludica e maliziosa, la giocoleria inscrive visionari rapporti con gli oggetti, mentre la musica di Christophe Sartori e Laurent Buisson fa vibrare poeticamente lo spazio e disegna nuovi territori da esplorare.In scena al Romaeuropa Festival 2016 lo spettacolo (che valse al duo il premio della giuria nella competizione internazionale di danza e nuova tecnologia al Festival des Bains Numériques del 2009) è un sogno ad occhi aperti: un susseguirsi di paesaggi virtuali composti da elementi naturali, numeri, linee, punti, lettere e figure astratte che interagiscono, in tempo reale, con i corpi d’una danzatrice e di un giocoliere grazie ai sofisticati software sviluppati dagli stessi Adrien Mondot e Claire Bardainne. Ed è proprio il lavoro di sviluppo informatico, che ha impegnato i due artisti per ben più di tre anni (fino alla realizzazione del software eMotion), a permettere a corpi e oggetti protagonisti di Cinématique d’acquisire nuove conformazioni fisiche e nuove possibilità di movimento: la danza, qui, si fa ludica e maliziosa, la giocoleria inscrive visionari rapporti con gli oggetti, mentre la musica di Christophe Sartori e Laurent Buisson fa vibrare poeticamente lo spazio e disegna nuovi territori da esplorare.

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