Il progetto dedicato a Mario Schifano (Homs, Libia 1934-Roma 1998), una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma.
MARIO SCHIFANO 17.03__12.07.2026 A cura di Daniela Lancioni
Mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo
Prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia
“Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Il percorso espositivo si snoderà nella rotonda e nelle sette grandi sale a piano nobile di Palazzo Esposizioni, dove, dopo la consueta introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articoleranno in ordine cronologico a partire dai lavori degli esordi sino a quelli degli anni Novanta. La mostra restituirà la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere interessate alla sperimentazione con i materiali fino ai monocromi, dalle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dai temi della storia dell’arte ai paesaggi TV e all’immagine in movimento, dai lavori frutto della commistione di fotografia e pittura ai quadri più recenti di esplicito impegno sociale.
Il videoartista Giacomo Verde ha realizzato nel 1985 un importante documentario, poi restaurato, che ritrae il pittore Mario Schifano in azione mentre dipinge una tela di 5 metri a Firenze. Questo materiale costituisce la base per il video “Senza cognizione”, offrendo una testimonianza unica del processo creativo del celebre artista pop italiano. Nel 1985 Giacomo Verde fu incaricato di fare la documentazione dell’happening pittorico di MARIO SCHIFANO a Firenze mentre realizza, davanti il pubblico di Piazza S.S. Annunziata in occasione dell’inaugurazione dell’anno etrusco 1985, un dipinto di 5m x 10 m da titolo AMARE CHIMERE.
SI tratta dell’unica testimonianza di questo evento che è stato recuperato dal progetto finanziato dal MUR I_PAD di cui capofila è l’Università di Milano. A occuparsi di questo recupero dell’audiovisivo e della sua catalogazione e restauro è la dott.ssa Andreina Di Brino, esperta e curatrice di videoarte internazionale

