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Lun. Dic 8th, 2025

Su Teatro e critica la recensione di AMM allo spettacolo dei Rimini Protokoll Ceci n’est pas une ambassad
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'Ceci n'est pas...' in un'immagine da rimini-protokoll.de (Claudia Ndebele by Stefan Kaegi

Recensione. Ceci n’est pas une ambassad è lo spettacolo di Rimini Protokoll, visto al Festival delle Colline Torinesi, che racconta Taiwan e riflette sul suo diritto ad essere uno stato autonomo. Cosa succederebbe se il teatro organizzasse la rappresentazione temporanea e nomade di questo territorio che, pur non potendo esistere ufficialmente come nazione, sarebbe comunque presente sul palco a ogni rappresentazione? Stefan Kaegi

Foto Claudia-Ndebele

Cosa significa vivere in uno Stato che pur rappresentando una delle principali economie tecnologiche del pianeta e una democrazia avanzata, non è riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei Paesi mondiali, dall’Onu e persino dall’OMS? Protagonista dello spettacolo Ceci n’est pas une ambassade dei Rimini Protokoll (visto al Festival delle Colline Torinesi) è Taiwan: l’isola asiatica, cuore della produzione mondiale di semiconduttori, vive come è noto, in bilico tra la condizione di auto-governo democratico e la contesa del territorio da parte della Repubblica popolare cinese. Taiwan punto focale della geopolitica globale rappresenta il caso più evidente e vistoso (ma non unico) di Stato non riconosciuto, pur vantando un’economia tra le più dinamiche in Asia e con un Pil tra i più alti al mondo. Lo spettacolo è costruito sull’utopia del fare del teatro un’assemblea popolare, un forum di discussione e insieme un territorio libero e aperto, un luogo dove si rappresentano conflitti e si immaginano soluzioni: il teatro – si interroga il regista Stefan Kaegi – riuscirà a svolgere un ruolo attivo nella diplomazia internazionale? Ceci n’est pas une ambassade è andato in scena a Torino nei giorni dell’incontro tra Trump e Xi Jinping per accordi commerciali sull’esportazione delle terre rare..

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