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QUINTA EDIZIONE DEL BANDO RESIDENZE DIGITALI. SCADENZA 22 FEBBRAIO 2024
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Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a VaporeC.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2024.

https://www.residenzedigitali.it/bando-residenze-digitali/

L’intento è quello di stimolare le artiste e gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. 

Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicando le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore. Il progetto può anche prevedere la compresenza di una dimensione dal vivo che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Le artiste e gli artisti partecipanti dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2024.

Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.500 euro + iva + messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura. 

I promotori del presente bando hanno individuato in Marcello Cualbu, Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, quattro esperti nell’ambito della creazione digitale che, insieme con i curatori del progetto, saranno i tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti.

I lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti. 

Le artiste e gli artisti interessati a partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it e selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online. Verranno richiesti loro: 

1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);

2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare, indicando anche se sono necessari uno o più periodi di residenza dal vivo presso gli spazi gestiti dai partner dell’azione (massimo 2.000 battute);

3) l’indicazione di un partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) che supporti le necessità dell’opera;

4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di giovedì 22 febbraio 2024.

È possibile che gli organizzatori invitino alcuni degli artisti a un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 25-29 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione. 

All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando.Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a VaporeC.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

In libreria “Gradienti di liveness. Performance e comunicazione dal vivo nei contesti mediatizzati” di Laura Gemini e Stefano Brilli
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La liveness è una parola chiave per lo studio dei media e della performance: permette di cogliere dinamicamente le trasformazioni del senso dell'”essere in presenza” nella contemporaneità mediatizzata. Osservare la liveness in termini di gradienti mostra il carattere molteplice, contingente e talvolta ideologico della categoria del live, ma anche il valore che industrie e utenti vi attribuiscono.

Il concetto di liveness riguarda la qualità che attribuiamo all’esperienza di partecipare “dal vivo” a un evento e al tipo di presenza nello spazio e nel tempo che la nostra partecipazione può assumere: essere “dal vivo” nella nostra epoca, con chat, streaming, smart working, didattica online, può assumere sfumature molto diverse. Sebbene la liveness sia un oggetto di studio proveniente dal campo dei performance studies e dei media di massa, ha assunto negli ultimi anni un decisivo interesse interdisciplinare poiché il moltiplicarsi degli ambiti del live ha complessificato la definizione delle condizioni sufficienti o necessarie della liveness.

Il presupposto da cui il volume muove è che, proprio per questa complessità delle esperienze possibili dal vivo, è necessario ricostruire le tracce del processo co-evolutivo tra performance e mediatizzazione. E lo fa partendo da un quesito di fondo: perché studiare la liveness? Perché rappresenta una parola chiave per lo studio dei media e della performance, al pari di altri concetti ormai classici come quelli di “rimediazione”, “convergenza” o “ibridazione”, perché permette di cogliere dinamicamente le trasformazioni del senso dell'”essere in presenza” nella contemporaneità. Se da una parte il digitale mostra il carattere molteplice, contingente e talvolta ideologico della categoria del live, dall’altra il valore che industrie e utenti vi attribuiscono non sembra svanire, divenendo al contrario la cifra che caratterizza l’attuale cultura dei media.

Presentazione del volume antologico R-esistenze 31 gennaio a Torino, Accademia Albertina
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Sarà presentato nel Salone d’onore dell’Accademia ALbertina di Torino il volume antologico n.3 della rivista R-Esistenze. Saranno presenti gli Autori e la redazione.

Centro/Periferiauna dicotomia che dopo quelle affrontate nel 2021 (Menzogna/Libertà) e nel 2022 (Voce/Silenzio) intende esprimere  una visione d’insieme dei processi di accentramento e decentramento, attraverso la molteplicità dei linguaggi artistici e la riflessione teorica. Un tema identitario che unisce la dimensione individuale e la dimensione collettiva, la relazione con se stessi e con gli altri, coinvolge la nostra esperienza dello spazio e del tempo e rappresenta dunque, sul piano simbolico ma anche concreto, un processo fondamentale di orientamento, per dare senso (nella duplice accezione di significato e direzione) alla nostra presenza. 

 REDAZIONE
Andrea Balzola 
Gianlory Barletta 
Chiara Bolla
Chiara Caforio
Cristina Meli
Laura Di Teodoro
Lucia Cammarata 
Martina Parisi
Gianluca Vighetti

Progetto editoriale e coordinamento redazioneAndrea Balzola

Segretaria di redazioneMartina Parisi

Revisione/correzione testiAndrea Balzola
Chiara Bolla
Lucia Cammarata

Progetto grafico e ImpaginazioneChiara Caforio

Logo DesignGianlory Barletta

Web DesignerMartina Parisi

Web content editorMartina Parisi
Gianluca Vighetti

Transmedia Research INstitute: SEMESTER OF BITS AND ATOMS
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March — July 2024

The syndicate of Transmedia Research Institute aims to investigate the post-organic framework in its 2024 endeavor. The seal of flesh that divided the human being from the physical and virtual stratifications of reality has been hacked, the boundaries between “human” and “machine”, “natural” and “artificial” have lost all ontological value.

The human is no longer just surrounded, but rather permeated and penetrated by technology. A transitional, transformational, and transcendental unit, determined by topographical [on the body], visceral [inside the body], and ambient [around the body] computation. A fluid and disorganized envelope, open to external contamination – biological and technological – and yet protected. Inevitably, the concepts of ‘identity’ and ‘consciousness’ [once embodied, now extended] go through an irreversible process of amplification and diffusion within the cyber-physical swarm.

Structure

The 2024 Semester of Bits & Atoms is organized as an online/offline hybrid program between an art residency and a research platform; we will not only speculate about desirable futures, but also explore new methodological approaches and experiment with antidisciplinary notions of (un)learning together.

The program is structured as a four-month online research cycle that will accompany the development of the participants’ projects, with a strong attitude towards experimentation. During the course of the program, we will offer four in-person gatherings in Pesaro/Fano (Italy) – two mandatory and two optional – and individual mentorships, along with a set of workshops, lectures and performances. Each participant will be assigned to a mentor for guidance with their project for the whole duration of the program.

The School’s faculty is made up of renowned international artists, researchers and partners whose works and contributions are changing the way we relate to our planet and its metamorphosing ecosystem.

This transdisciplinary program is aimed at students and professionals with different backgrounds in the fields of visual arts, design, fashion, robotics, architecture and digital media, among others.

Apply until January 21st to be part of this experience, and join us in rethinking contemporary paradigms, hacking unconventional academic approaches and creating new narratives at the intersection of science and culture.

Fees

If selected, participants will be sent an email with a link to pay the Enrollment Fee. The price for participation amounts to 400,00€, half of which will be kept as budget by the Institute, and stay available for you to create your project/artwork/installation for the final exhibition. The payment of the Fee is mandatory in order to guarantee a spot in the program. The fee must be paid before the beginning of the Semester; further details will be soon given to the participants. Travel and accommodation expenses for the in-person gatherings are not included.

Calendar

Submission of applications
December 20th, 2023 — January 21st, 2024

Notification of admission
January 29th — February 11th, 2024

Payment & enrollment
February 11th — 25th, 2024

Program Kick-Off
March 2nd

Final Exhibition(s)
June 29th + 30th

Application Procedure

In order to be selected, applicants need to submit a single PDF document containing the following:

  • Resume / CV (max. 2 pages)
  • A portfolio of works (max. 25 pages)
  • A Research Project Proposal (abstract max. 500 words + images, if any)

The Transmedia advisory board will review all submissions and select up to 15 applicants by the beginning of February. Selection criteria will address work and research consistency, relevance and relation to the themes of the program.

Una mostra senza Spezzini per non Spezzini. Articolo di Anna Monteverdi e Enrica Salvatori su “Spezzini. 1797-1923. Volti di una città in trasformazione”.
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Ammettiamolo. La Fondazione Carispe ci ha abituato a ben altre mostre. Contenuti e allestimenti originali, collezioni pittoriche memorabili, monografiche di fotografia d’autore, curatori eccellenti. Anche il multimediale è stato ben rappresentato sia dal recente live audio-video alla personale di Jacopo Benassi che dalla mostra Storie. Il cantiere della nazione il quartiere degli italiani” sull’Arsenale (2012).

Spezzini. 1797-1923. Volti di una città in trasformazione da poco inaugurata nella storica sede della Fondazione in via Chiodo, risulta, invece, profondamente deludente. Convinte che il fail sia sempre dietro l’angolo, che non tutte le ciambelle riescano col buco e soprattutto, che una caduta di tanto in tanto, aiuti a rialzarsi meglio, vogliamo provare a fare un intervento che nelle nostre intenzioni è lontanissimo dall’essere una critica fine a sé stessa. Diciamo, è un suggerimento a fini migliorativi, se non per questa mostra, magari per altre iniziative legate a temi così importante e che potrebbero (auspichiamo) essere ripresi in futuro: la città, i suoi abitanti, la sua identità storica, l’eredità culturale come bene comune. Argomenti a un tempo spinosi e importanti.

Certo, la città ha una sua anima, che è il prodotto di un insieme di fattori di difficile individuazione. Chi sono o chi erano gli Spezzini? Cosa significa appartenere a questa città? Le radici dell’essere spezzino si riconoscono in un periodo specifico, in una precisa fase storica, in un databile fenomeno di sviluppo urbanistico (o culturale)? Insomma esiste, parafrasando una nota comunità social, lo “Spezzino vero”?

A queste domande – che possono avere molte risposte diverse –  Spezzini 1797-1923 non risponde.

In effetti la mostra/pocket non funziona né sul piano del concept né sul piano della comunicazione, proprio perché la domanda iniziale è sbagliata, o è mal posta: chi sono davvero gli Spezzini degni di nota, quali eventi la rendono così importante? La time-line con date e nomi snocciolati apparentemente senza alcun legame o criterio se non appunto, quello linearmente cronologico, ma in realtà composta da un affastellamento disordinato di dati, investe e non spiega. La narrazione storica è, naturalmente, sempre soggettiva e contemporaneamente presuppone un’assunzione di responsabilità: fatti, eventi e personaggi devono esplicitare le connessioni reciproche che è possibile e lecito riconoscervi. Si intuisce, ma non in maniera chiara e motivata, l’immutabile punto di vista arsenal-centrico della città accompagnato dalla visione ormai tramontata della storia disegnata da uomini illustri. Può darsi che la nostra impressione sia sbagliata e che i curatori della mostra, Marco Condotti e Riccardo Pioli, abbiano invece portato avanti alcuni contenuti, tralasciandone scientemente altri, seguendo una loro propria metodologia storico-critica che a noi però, non è arrivata.

Facciamo fatica a capire, dalla carrellata casuale di date e da una schedatura stile Wikipedia quale sia, per esempio, lo sviluppo urbanistico della città, quali le ragioni della sua crescita, il ruolo degli Spezzini e delle Spezzine anonimi/e, il motore sociale del tessuto urbano, il quartiere come espressione del connubio tra comunità e architettura. Da qui  il nostro suggerimento più appassionato: quello di rappresentare la città come collettività, come dibattito aperto, come  patrimonio condiviso dalla (o con la) comunità stessa che la vive e la abita.

“La storia siamo noi”, diceva De Gregori e in questo titolo di canzone c’è tutta la verità di una metodologia di ricerca oggi studiata in Università, che ha anche un bellissimo nome Public History e che affonda le sue motivazioni nella ricerca di nuovi punti di vista da cui guardare la storia affinché tutti i convitati siano rappresentati e possano avere voce. In questo guazzabuglio di eventi (di cui non mettiamo in dubbio né la veridicità né la cronologia), dove la Duse sta insieme a Alberto Picco nel 5 verticale del cruciverba a muro, la domanda  su cosa cementifichi davvero la comunità, riaffermando l’identità (quale?), rimane senza risposta.

Gestire una mostra multimediale significa, inoltre, progettarne uno storytelling interattivo che renda il concept più efficace, ma l’opportunità a nostro avviso, non è stata colta; c’era invece, ad esempio, alla mostra sull’Arsenale del 2012. Ricordiamo quel semplice ma simbolico gesto con cui veniva attivata l’installazione: si digitava sulla tastiera il proprio cognome per vedere se, nei registri della base navale in mostra, ci fosse stato qualcuno di famiglia. Un gesto tecnologico che univa  la memoria personale a quella collettiva, la storia della città all’individuo, rendendola presente.

Foto dalla mostra Storie. Il cantiere degli italiani (2012) https://www.cittadellaspezia.com/2012/02/24/storie-il-cantiere-degli-italiani-ultimi-appuntamenti-con-la-mostra-in-fondazione-103719/

Qua le televisioni messe a terra con le foto delle personalità illustri che passano (la quasi totalità di genere maschile) funzionano come uno schermo del pc con lo screensaver attivato che va per conto proprio. Una sala è interamente dedicata alla contessa di Castiglione, icona spezzina talmente nota da diventare effigie da magneti per frigoriferi e per tovagliette plastificate. Il video a lei dedicato con le foto e le voci narranti, sembra uscito dagli anni Ottanta se non fosse per l’ App di Intelligenza Artificiale applicata al volto della nota dama che la rende orrendamente parlante. Ma per dire cosa? Quanto della complessità e paradossalmente dell’attualità della sua figura emerge?

Mancando un filo conduttore tematico vero e proprio e venendo meno la tecnologia come elemento che aumenta l’emozionalità di un racconto e contemporaneamente lo struttura, la mostra Spezzini risulta un’ottima idea di base non sviluppata, una narrazione senza storia, poco coinvolgente e convincente oltre che, purtroppo, maldestramente raccontata.

Viene da chiedersi se siano proprio gli Spezzini i veri destinatari di questa mostra.

Enrica Salvatori (Prof.ssa Associata di Storia medievale e di Storia Pubblica Digitale, Università di Pisa)

Anna Maria Monteverdi (Prof.ssa Associata di Teatro e Media audiovisivi, Università Statale Milano),

Uscito il nuovo numero del magazine on line e volume antologico R-Esistenze dell’Accademia Albertina di Torino
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ON line il numero due del magazine online e volume antologico di R-Esistenze a cura di ANDREA BALZOLA. Il tema è Centro/Periferiauna dicotomia che dopo quelle affrontate nel 2021 (Menzogna/Libertà) e nel 2022 (Voce/Silenzio) intende esprimere  una visione d’insieme dei processi di accentramento e decentramento, attraverso la molteplicità dei linguaggi artistici e la riflessione teorica. Un tema identitario che unisce la dimensione individuale e la dimensione collettiva, la relazione con se stessi e con gli altri, coinvolge la nostra esperienza dello spazio e del tempo e rappresenta dunque, sul piano simbolico ma anche concreto, un processo fondamentale di orientamento, per dare senso (nella duplice accezione di significato e direzione) alla nostra presenza. 

dal binomio centro/periferia, è finalmente disponibile. Invitiamo tutti i nostri collaboratori e collaboratrici a ritirarne una copia presso la Pinacoteca Albertina di Torino in via Accademia Albertina, 8. 

Vi invitiamo, inoltre, a seguire le nostre pagine social, instagram (resisteze.mag) e facebook per restare aggiornati sulle pubblicazioni dei vostri contributi sul nostro sito e sui social.

La presentazione al pubblico si terrà nel mese di Gennaio/febbraio 2024. 

NUOVO LIBRO: Giacomo Verde installazioni, tv interattive, net art, tecnoteatro (1992-2002)
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Giacomo Verde (Cimitile 1956-Lucca 2020), videoartista e tecnoperformer, ha dedicato tutta la vita alla creazione di un’arte sociale, impegnata e partecipata con uso delle tecnologie analogiche, digitali e della rete; Verde è stato un instancabile sperimentatore delle nuove tecnologie, pur privilegiando sempre l’uso di una tecnologia povera, alla portata di tutti, ogni volta reinventata in relazione alle mutate esigenze espressive.

https://libri.unimi.it/index.php/milanoup/catalog/book/134

Il presente volume segue, a distanza di poco più di un anno, il precedente testo intitolato Giacomo Verde. Attraversamenti tra teatro e video (1986-1992), pubblicato sempre per Milano University Press. La ricerca è continuata in questo volume che intende mostrare il lavoro dell’artista nel periodo 1992-2002 attraverso materiali preparatori per le opere e le performance interattive che permettono di evidenziare l’importanza del disegno come medium sostanziale del processo creativo tecnologico di Verde.

Biografia autore

Anna Maria Monteverdi, Università degli Studi di Milano

Esperta di Digital Performance, è Professoressa Associata di Storia del Teatro all’Università Statale di Milano (Dipartimento Beni Culturali e Ambientali) e docente di Drammaturgia multimediale e Storia della Scenografia. È fondatrice e direttrice della rivista accademica Connessioni remote dedicata a Arte, Teatro tecnologico e Artivismo. Ha pubblicato: Leggere uno spettacolo multimediale (Dino Audino, 2020), Memoria, maschera e macchina nel teatro di Robert Lepage (Meltemi, 2018), Nuovi media, nuovo teatro (FrancoAngeli, 2011), Rimediando il teatro con le ombre, le macchine, i new media (Giacché, 2014) e, con Andrea Balzola, Le arti multimediali digitali (Garzanti, 2004-2019). È curatrice della mostra Giacomo Verde. Liberare Arte da Artisti (Sp, Camec, 2022).

FOCUS 360 il festival digitale nella produzione culturale
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Il 2 dicembre arriva ai Chiostri di San Pietro bene monumentale patrimonio del Comune di Reggio Emilia ,il  FESTIVAL FOCUS 360° dedicato al mondo del digitale integrato nella produzione culturale.

Una giornata di ricerca e partecipazione sul tema della tecnologia applicata alla vita quotidiana ma soprattutto alle nuove forme di produzione culturale e artistiche che possono interpretarla o metterla in discussione.

Durante il festival saranno presenti esperti ed operatori del settore al fine di portare riflessioni ed esperienze produttive e di studio nazionali e internazionali sul tema della pratica e fruizione artistica tra digitale e reale.

FESTIVAL FOCUS 360° – PROGRAMMA

ore 10-11

SPAZIO IMMERSIONE VR | SELEZIONE VIDEO 360°
concept e direzione di Cinzia Pietribiasi e Andrea Baldassarri

TEMPO DI POSA – FOTOGRAFIA DI UNA DANZA DELL’ABBANDONO  | INSTALLAZIONE
di Andrea Baldassarri

ore 11

VITA, PERFORMANCE E TECNOLOGIA | TALK

Intervengono:
ANNAMARIA MONTEVERDI – esperta di digital performance, ricercatrice di Storia del teatro all’Università Statale di Milano e docente aggregata di Storia della Scenografia
ENRICO BISENZI – docente ABA Roma e coordinatore workshop “Inclusive Arts”
ANDREA ZARDI – coreografo e danzatore, ricercatore Università di Torino
CINZIA PIETRIBIASI – artista digitale, regista e performer, docente Accademia di Belle Arti Catanzaro
ELISA SCARPA – Ennesimo Film Festival

ore 15-19

SPAZIO IMMERSIONE VR |  SELEZIONE VIDEO 360° 
concept e direzione di Cinzia Pietribiasi e Andrea Baldassarri

TEMPO DI POSA – FOTOGRAFIA DI UNA DANZA DELL’ABBANDONO  | INSTALLAZIONE
di Andrea Baldassarri

ore 16

RUDERI – FRAMMENTI DI UN TEMPO | PERFORMANCE SITE-SPECIFIC
di Andrea Baldassarri con Renè Baldoni e Andrea Baldassarri

ore 17

CINEDANZA E CORPO PRESENTE | VISIONI E DIALOGHI
con Lorenzo Vercelli e Andrea Baldassarri
in collaborazione con CinedanzaFestival

L’arte nei videogiochi e i videogiochi nell’arte- Talk di Tommaso Verde al MuSA di PIetrasanta- 7 dicembre
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Sarà il connubio tra i videogiochi e l’arte l’argomento principale dell’ultimo appuntamento del 2023 al MuSA di Pietrasanta che si svolgerà giovedì 7 dicembre, alle ore 17:30.

Cosa hanno in comune l’arte e i videogiochi? Al contrario di quanto possa sembrare, questi due ambiti dell’espressione creativa sono legati da numerosi fili.

Da anni i videogiochi popolano i nostri schermi ma sono, come la tecnologia che utilizzano, tra i medium più giovani che abbiamo. È proprio questa giovinezza a far sì che gli sviluppatori si lascino ispirare da opere e artisti del passato ricreando e riproponendo, attraverso sequenze di bit e pixel, vedute e sensazioni familiari e permettendoci, con l’aiuto dell’interattività, di espanderle e scoprire nuove emozioni che solo questo medium può fornire.

Progetti come DordogneEastshadeSable o Procession to Calvary hanno un’ispirazione artistica molto letterale però, a differenza di quadri, disegni e film, possiamo completamente immergerci in questi meravigliosi scenari andando anche a esplorare ciò che è fuori dalla cornice.

Dall’altro lato, esistono artisti che, per esprimersi, hanno scelto il medium videoludico incorporando la tecnologia, l’interattività e la giocosità all’interno delle loro opere che diventano a loro volta strumenti per potenziare il messaggio e l’esperienza artistica. Molleindustria spinge e piega l’azione di giocare per approfondire temi complessi e mostrare che ci può essere qualcosa di più del semplice intrattenimento digitale. TeamLab e StreamColors utilizzano software per la creazione di videogiochi – come l’Unreal Engine – per offrire esperienze digitali e interattive complesse, tralasciando l’ideologia ludica per concentrarsi sullo spettacolo visivo reso possibile dalla tecnologia.

Insieme all’ospite del MuSA, Tommaso Verde, faremo una panoramica del magico mondo dei videogiochi  per scoprire come tutta la storia dell’arte si lega al mondo dei videogame che, ormai, sono diventati anch’essi una nuova forma d’arte.

Tommaso Verde è nato a metà strada tra arte e tecnologia e, sin da piccolo, ha sviluppato un forte interesse per la creazione di esperienze digitali. Inseguendo da sempre il sogno di creare videogiochi, finisce per diplomarsi in un corso di Game Design in Event Horizon School a Torino. Partecipa allo sviluppo di alcuni titoli non commerciali prima di fondare Dramatic Iceberg. Insieme al suo team viene selezionato per la prima edizione del Quickload Gaming Accelerator di Microsoft a Torino e lavora allo sviluppo di “Racoonie: Legend of the Spirits” e “Garden In!”.

L’arte nei videogiochi e i videogiochi nell’arte

I

Giovedì 7 dicembre 2023 – ore 17:30

ONLIVE! Campus 26 novembre Circolo dei lettori a Torino
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Apertura della giornata

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
10:00 – 10:30

LAB

Infinite Dance Loop

con Kamilia Kard (artista)

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
10:00 – 10:45

TALK

Politiche, bandi, incentivi etc.

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
10:30 – 11:00

TALK

Il libro bianco dello spettacolo digitale dal vivo

Intervengono: Simone Arcagni (Università di Palermo e direttore scientifico onLive campus), Anna Maria Monteverdi (Università di Milano e ADV Arti Digitali dal Vivo) e Antonio Pizzo (Università di Torino e ADV Arti Digitali dal Vivo)

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
11:00 – 11:50

LAB

SEPHIROT® PERFORMANCE e il game design per lo spettacolo dal vivo

Intervengono: Alessandro Anglani (CEO di CHRONES. e autore del sistema SEPHIROT®, main speaker) e Carla Andolina (COO di CHRONES. e performer per il sistema SEPHIROT®, demo assistant)

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
11:00 – 11:45

PERFORMANCE

Tiny Uppercase – Bestiario Virtuale

Produzione Balletto Teatro di Torino / Creazione e drammaturgia originali Carlo Massari – C&C Company / Diario drammaturgico Francesca Rosso – Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico / Progettazione VR&UX Davide Borra / Produzione 3D&VR No Real Interactive srl, AT Media srl, Motion Pixel / Video Matteo Maffesanti / Soundscape design Max Viale – Luca Martone / Sound mix-fonico live Luca Martone / Light design Ermanno Marini / Costumi Majatai / Progettista culturale Ewa Gleisner / In collaborazione con Istituto Musicale Città di Rivoli “Giorgio Balmas” nell’ambito di “Scene dal Vivo 22/23” / Con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo – Maggior sostenitore, Fondazione CRT / Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Comune di Torino – Torino Arti Performative

Circolo dei lettori, Sala Musica, Artisti

+

DOMENICA 26
11:00 – 12:00

TALK

Performing Media: agire nella visione, dalla videodanza al virtuale

Introduzione a cura di Carlo Infante (presidente di Urban Experience); intervengono: Enrico Coffetti (Cro.me Cronaca e Memoria dello Spettacolo, Milano), Lucia Carolina De Rienzo (COORPI, Torino) e Progetto PRO|D|ES Danza – Promozione Digitale Danza Estesa

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
12:00 – 12:45

TALK

L’intelligenza artificiale nel processo artistico

Intervengono: Kamilia Kard (artista, progetto: “HERbarium”), Mara Oscar Cassiani (artista, progetto: “AI Love, ghosts and uncanny valleys <3”) e Valerie Tameu (artista, progetto: “Metabolo” nell’ambito di Food Data Digestion progetto curato da Sineglossa)

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
12:50 – 12:50

TALK

Esplorando il metaverso

Intervengono Domenico De Gaetano (direttore Museo del Cinema di Torino) e Manuela Rima (Rai Cinema); modera Elisabetta Rotolo (CEO e fondatrice MIAT Multiverse Institute For Arts and Technology)

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
14:00 – 14:50

TALK

Il VR come nuova frontiera

con Federico Basso (regista, direttore creativo produzioni video ETT) in dialogo con Simone Arcagni (direttore scientifico onLive Campus)

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
14:00 – 14:45

TALK

La filiera della produzione VR

Intervengono Emiliano Bronzino (direttore Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus), Omar Rashid (Gold), Pierfrancesco Pisani (Gold / Infinito), Max Viale (soundscape design per Tiny Uppercase – Bestiario Virtuale), Davide Borra (progettazione VR&UX per Tiny Uppercase – Bestiario Virtuale); modera Fabrizio Molducci (co-curatore e coordinatore eventi – ZED Festival)

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
15:00 – 15:50

TALK

AiEP: 35 anni di storia

con Ariella Vidach e Claudio Prati (AiEP Avventure in Elicottero Prodotti – Milano / Lugano)

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

+

DOMENICA 26
15:00 – 15:45

PERFORMANCE

Tiny Uppercase – Bestiario Virtuale

Produzione Balletto Teatro di Torino / Creazione e drammaturgia originali Carlo Massari – C&C Company / Diario drammaturgico Francesca Rosso – Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico / Progettazione VR&UX Davide Borra / Produzione 3D&VR No Real Interactive srl, AT Media srl, Motion Pixel / Video Matteo Maffesanti / Soundscape design Max Viale – Luca Martone / Sound mix-fonico live Luca Martone / Light design Ermanno Marini / Costumi Majatai / Progettista culturale Ewa Gleisner / In collaborazione con Istituto Musicale Città di Rivoli “Giorgio Balmas” nell’ambito di “Scene dal Vivo 22/23” / Con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo – Maggior sostenitore, Fondazione CRT / Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Comune di Torino – Torino Arti Performative

Circolo dei lettori, Sala Musica, Artisti

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DOMENICA 26
15:30 – 17:30

TALK

Tecnologie emergenti

Intervengono Massimo Migliorini (Fondazione LINKS), Andrea Basso (PTT), Giorgio Genta (Vice President & Partner ETT spa) e Omar Rashid (Gold); modera Paolo Giovine (Conversa)

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DOMENICA 26
16:00 – 16:50

LAB

LANDI’S CUBE

con Margherita Landi (danzatrice e coreografa) e con la partecipazione di Amina Amici (Compagnia Zerogrammi)

Circolo dei lettori, Biblioteca | LINGUA: ITA

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DOMENICA 26
16:00 – 16:45

TALK

Chiusura dei lavori: la parola al Comitato Scientifico di onLive Campus

Circolo dei lettori, Sala Grande | LINGUA: ITA

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DOMENICA 26
17:00 – 17:50

Avete già preso il biglietto per gli spettacoli on line di Residenze digitali?? NO? Ecco i link
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Siamo entrati nella settimana delle RESIDENZE DIGITALI 22-26 novembre ed è l’occasione per iniziare l’esperienza dei nuovi spettacoli on line vincitori del bando 2023

ECCO I LINK

https://www.liveticket.it/residenzedigitali

LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI

IV edizione
22 – 26 NOVEMBRE

BIGLIETTERIA ONLINE

Mercoledì 22 

Dalle 16,30 alle 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH.

Giovedì 23

Dalle 18,00 alle 20,00 – TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Dal vivo presso Zona K e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram

Venerdì 24

Dalle 16,30 alle 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH.

Dalle 19,00 alle 20,00 – AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS di MARA OSCAR CASSIANI -durata fra i 10 e i 30 minuti

Sabato 25

16,30 – 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH.

Dalle 20,00 alle 22 – HUMANVERSE di MARTIN ROMEO. Online dal Teatro virtuale di AMAT, in 5 turni da 5 persone per volta, durata 30 minuti

Domenica 26

16,30 – 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH.

Dalle 18,30 alle 20,00  – TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Live da Off Topic di Torino per Memissima e fruibile da un gruppo Telegram di 100 iscritti

La settimana delle Residenze Digitali 22-26 novembre. I link per accedere on line.
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IV edizione
22 – 26 NOVEMBRE

BIGLIETTERIA ONLINE

Mercoledì 22 

Dalle 11,00 alle 13,00 – CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH (matinèe per le scuole)

Dalle 16,30 alle 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH. On line, durata 15 minuti

Giovedì 23

Dalle 16,30 alle 18,00 – CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH.On line, durata 15 minuti

Dalle 18,00 alle 20,00 – TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Dal vivo presso Zona K e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram

Venerdì 24

Dalle 11,00 alle 12,30 AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS di MARA OSCAR CASSIANI – online 

Dalle 16,30 alle 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH. On line, durata 15 minuti

Dalle 19,00 alle 20,00 – AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS di MARA OSCAR CASSIANI -durata fra i 10 e i 30 minuti

Dalle 20,00 alle 22,30 – HUMANVERSE di MARTIN ROMEO. Dal vivo, a Vicenza, in 5 turni da 4 persone per volta, durata 30 minuti,

Sabato 25

16,30 – 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH. On line, durata 15 minuti

Dalle 20,00 alle 22 – HUMANVERSE di MARTIN ROMEO. Online dal Teatro virtuale di AMAT, in 5 turni da 5 persone per volta, durata 30 minuti

Domenica 26

16,30 – 18,00 –  CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH. Assistenza da remoto, durata 15 minuti

Dalle 18,30 alle 20,00  – TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Live da Off Topic di Torino per Memissima e fruibile da un gruppo Telegram di 100 iscritti

Nuovo numero di Connessioni remote-Arte digitale e performance. Con una intervista a Luciano Floridi
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La redazione di Connessioni Remote invita i suoi lettori alla lettura del numero 5.

Il numero, nello specifico, si apre con due speciali interviste a due importantissime figure della ricerca teatrale e scientifica internazionale.

Nella prima, Vincenzo Sansone intervista uno dei massimi maestri della ricerca tea- trale contemporanea, Eugenio Barba, regista, pedagogo, studioso, fondatore dell’Odin Teatret, dell’Antropologia Teatrale, dell’ISTA, figura cardine del Terzo Teatro. Sansone si confronta con il Maestro Barba sulla relazione tra video e teatro e sulla odierna e scottante questione degli archivi, in particolare quelli teatrali, e delle pratiche di archiviazione, par- tendo da uno sguardo al “passato” e cercando risposte per il “futuro” o i “futuri possibili”, attraverso il nuovo progetto di Barba chiamato “Archivio Vivente”.

Nella seconda, Anna Maria Monteverdi e Antonio Pizzo dialogano con Luciano Floridi, Professore Ordinario di Sociologia della cultura e della comunicazione all’Uni- versità di Bologna e direttore del Digital Ethics Center dell’Università di Yale, sul virtuale e sull’annosa questione dell’Intelligenza Artificiale che sta mettendo in crisi tutti i campi dell’attività umana.

La sezione sottoposta a double-blind peer review ospita cinque importanti con- tributi che, sotto vari punti di vista, si occupano di performance, spazi e tecnologie.

Nel primo saggio, Desirée Sabatini traccia le esperienze di utilizzo artistico dello spa-zio urbano nella città di Roma dalla fine degli anni Novanta ad oggi. Lo spazio, osserva la studiosa, è stato oggetto di eventi realizzati attraverso l’impiego di due pratiche performative specifiche: da una parte, la nascita di spazi non convenzionali in zone periferiche della città; dall’altra, la pianificazione del paesaggio umano con azioni performative che coinvolgono attivamente il pubblico con l’esplorazione e la riscoperta collettiva dei luoghi.

Dallo spazio urbano di Roma a quello di Venezia. Nel secondo saggio, infatti, Emanuele Rinaldo Meschini, analizza il rapporto tra pratica artistica e spazio urbano attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali, nello specifico quelle di VR/AR e gaming. Meschini osserva il caso specifico di Venezia, divisa tra processo di over touristification da una parte e svuo- tamento dei suoi residenti. I casi studio che lo studioso tratta analizzano il rapporto tra pratica artistica ed ecologia della città, ecologia di Venezia intesa nello sviluppo complesso del suo rapporto sociale e ambientale.

Il terzo saggio, degli studiosi Belisa Zoehler Giorgis e Tiago Ricciardi Correa Lopes, si occupa di musiciste indipendenti di Porto Alegre (Brasile) e di Milano (Italia) e delle loro pratiche e strategie di resistenza durante il periodo del COVID. Gli studiosi indagano il con- cetto di platformed audiovisualities in queste strategie, rintracciando pratiche di artivismo nelle azioni delle musiciste osservate e studiate.

Nel quarto saggio, Antonio Ianniello estende la nozione di “gray zone” (C. Bishop, 2018) attraverso quella di “skilled intentionality,” (Rietveld, Denys, Van Westen, 2018) nel campo delle scienze cognitive incarnate. Lo studioso presenta la nozione di “skilled co- presence” attraverso la quale cerca di spiegare la modalità per estendere le nostre abilità e ibridarci con gli altri, con i materiali e con le tecnologie.

Nel quinto saggio, Alessio Arena, attraverso la figura di un giovane scenografo, Mattia Pi- randello, indaga la nozione di “ingegneria drammatica”. Nel lavoro di Pirandello, infatti, come osserva lo studioso, la scenografia costituisce il principale strumento di codifica e decodifica del dramma, poiché lo scenografo paragona la scenografia a una partitura o a uno spartito.

La sezione “L’arte è inutile come una cannuccia annodata”, come di consueto, raccoglie articoli, recensioni a spettacoli, interventi critici e omaggi d’artista fuori peer-review ma selezionati dal comitato editoriale.

In questo numero ospitiamo un importantissimo contributo di Andrea Balzola che omaggia l’artista Piero Gilardi, uno dei protagonisti dell’avanguardia artistica internazio- nale tra gli anni ’60 e oggi, scomparso nel marzo 2023. Come nota Balzola, la sperimenta- zione artistica di nuove forme, tecniche e materiali di Gilardi, si è sempre intrecciata con un impegno attivo in ambito etico-politico per favorire spirito critico e creatività collettiva, e con un’elaborazione teorica originale sull’innovazione dei modelli sociali e culturali.

Segue una riflessione e un racconto fotografico di Anna Moretti Conti sul progetto Proiectura-Lovere la città illuminata, un architectural mapping realizzato nel maggio 2023 nella cittadina di Lovere, in provincia di Bergamo, dal Liceo Artistico Decio Celeri, con il supporto di esperti esterni, per coinvolgere gli studenti nella realizzazione di un progetto artistico concreto e professionale.

Segue un saggio a firma di Martina Raponi intitolato Psofotopias, che osserva come diversi media, artefatti culturali e narrazioni descrivano i sogni e l’atto del sognare. Raponi collega questi popolari esempi mediali alla critica sulla tecnologia contemporanea e alla teoria dei media, alla scienza del cervello e alla filosofia e conclude con un commento su una delle sue recenti installazioni artistiche.

Chiude la sezione un intervento di Viviana Miele sulla figura di un memorabile artista della scena del Novecento, Franco Dragone, che racchiude in sé le sperimentazioni che afferiscono al campo dello spettacolo digitale. Miele racconta della sua personale espe- rienza con il regista e si sofferma in particolare su una importante produzione del regista: The House of Dancing Water.


Link al numero 5: https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/issue/view/1977

Buona lettura

La drammaturgia con GPT: Recensione di UNA ISLA di Agrupacion Senor Serrano su Rumor Scena
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Segnaliamo l’articolo appena uscito sullo spettacolo debuttato in Italia al Festival delle Colline torinesi il 21-22 ottobre della compagnia catalana Agrupciò Senor Serrano, già premiati col Leone d’Argento al Festival di Venezia.

Il nuovo spettacolo si intitola UNA ISLA ed è stato realizzato in collaborazione con un sistema di INtelligenza artificiale GPT 3.

Buona lettura!

JOURNÉE D’ÉTUDES, CO-CRÉATION ROBOT-HUMAIN SUR SCÈNE 14th novemberat the CDA in Enghien-les-Bains
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Cette journée d’étude met en commun des expériences de co–création technologiques issues de 2 projets ArTeC (2021–2023) qui ont étudié en parallèle les phénomènes d’interactions artistiques Homme–Robot sous des angles différents, mais complémentaires.

 Projet CECCI H2M https://eur-artec.fr/projets/co-evolution-co-creation-et-improvisation-homme-machine-cecci-h2m

 Projet Scène et robotique https://eur-artec.fr/projets/scene-et-robotique-interactions-et-interrelations

Ils interrogent les relations scéniques entre corps humains, corps robotiques et corps virtuels, et comment les contraintes inédites qu’impliquent des interrelations avec des altérités technologiques deviennent créatives et dépassent ou décentrent les limites de la corporalité humaine. Entre narration théâtrale, narration dansée, virtuelle ou réelle, comment l’interaction homme–artefact robotique ou virtuel déclenche des modalités de création collaboratives et interdisciplinaires ? Quelles dynamiques se tissent entre arts de la scène et science robotique ?

Quelles perspectives ces interactions et interrelations ouvrent–elles par rapport à la place de l’humain ? Déplacent–elles ou déstabilisent–elles véritablement la perspective anthropocentrique ou bien en préfigurent–elles un prolongement ?

AL VIA LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI 22-26 novembre
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Si rinnova per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con la SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI, progettualità artistiche sperimentali che trovano nello spazio digitale il loro habitat ideale. Dal 22 al 26 novembre, i progetti selezionati attraverso la quarta edizione del bando verranno presentati al pubblico in vari appuntamenti fruibili on line e in alcune speciali occasioni anche in presenza. Per avere maggiori informazioni e acquistare i biglietti è possibile consultare il sito www.residenzedigitali.it. All’acquisto del biglietto, verranno comunicate le istruzioni per la fruizione dell’opera. I progetti selezionati sulle 54 proposte artistiche pervenute sono Teatropostaggio di Giacomo LilliùAi Love, Ghosts and Uncanny Valleys <3 di Mara Oscar CassianiCitizens di Simone Verduci con la consulenza per il concept coreografico e la regia di Ariella Vidach Humanverse di Martin Romeo. Per sette mesi gli artisti hanno lavorato ai loro progetti seguiti, attraverso incontri regolari, dai partner della rete e da tre tutor – Laura GeminiAnna Maria Monteverdi Federica Patti – studiose del mondo web e digitale. Ora è arrivato il momento per loro di confrontarsi con il pubblico. Quest’anno per la prima volta sono state organizzate alcune repliche dedicate alle scuole che vedranno il coinvolgimento di 325 ragazzi e ragazze. Una breve sintesi dei progetti sarà inoltre presentata giovedì 30 novembre a Sansepolcro (Ar) in occasione dell’incontro nazionale delle residenze artistiche italiane.

Foto di S. Verducci
Apre la settimana, mercoledì 22 dalle 11 alle 13 con una versione riservata solo alle scuole e alle 16.30 con una replica aperta a tutti, CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH, progetto di arte performativa e partecipativa immaginato per lo spazio virtuale che, ripercorrendo la definizione di eterotopia enunciata da Foucault, trova nel corpo stesso dello spettatore il motore dell’opera (le repliche di giovedì 23, venerdì 24, sabato 25, domenica 26 dalle 16.30 alle 18 sono aperte a tutti).

Giovedì 23 e venerdì 24 è il momento di AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS <3 di MARA OSCAR CASSIANI. “Possiamo innamorarci di una Ai (intelligenza artificiale) e poi decidere di lasciarla?” L’obiettivo di questa azione è narrare e dare una dimostrazione performativa dell’esistenza di un rapporto tra l’Ai e l’impatto sulla presenza del corpo e sul nostro comportamento dell’uso dei device come tramite comunicativo. Il lavoro sarà fruibile giovedì 23 dalle 11 alle 12.30 con una versione online aperta solo alle scuole e venerdì 24 dalle 11 alle 12.30 con una versione ibrida in presenza alla Lavanderia a Vapore di Collegno solo per scuole e online per tutti (alle 19 ci sarà una replica aperta a tutti).

Foto di AFFERMAZIONI
Giovedì 23 dalle 18 alle 20 dal vivo presso Zona K e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram sarà la volta di TEATROPOSTAGGIO di Giacomo Lilliù. “Cosa succede se si utilizza lo shitposting per ‘schiantare’ i paradigmi drammaturgici?” Giacomo Lilliù (ideazione e curatela performativa) e Pier Lorenzo Pisano (curatela drammaturgica) hanno selezionato cinque tra i più interessanti creatori di contenuti memetici e li hanno invitati a creare nuovo materiale insieme a quattro attori professionisti. Per la Settimana delle Residenze Digitali, il percorso di ricerca troverà attuazione sull’applicazione di chat Telegram, con una performance in bilico tra dadaismo, oscenità e nichilismo semantico (domenica 26 dalle 18.30 alle 20 ci sarà una replica dal vivo da Off Topic di Torino per Memissima e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram).

Conclude la programmazione, venerdì 24 dalle 20 alle 22.30 in presenza a Vicenza (in cinque turni da cinque persone per volta), HUMANVERSE di MARTIN ROMEO, una ricerca sul post-umano che considera tutti gli attori presenti come parte di un ecosistema: elementi fisici, non fisici, digitali, virtuali e phigital (sabato 25 dalle 20 alle 22 ci sarà una replica on line dal teatro virtuale di AMAT in cinque turni da cinque persone per volta).

BOOK CITY ALLA STATALE. 17 novembre ore 18 Presentazione del volume di Nina Raine, Consenso (Nowhere Books) a cura di Riccardo Corcione
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BOOK CITY -Università degli Studi di Milano-Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali-Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale

Sul filo del consenso

Nina Raine,la drammaturgia in prospettiva gendered

                                                                                Venerdì 17 novembre 2023 | H 18:00-19:30  

   Aula 113 | Ateneo, via Festa del Perdono 3 

https://www.bookcitymilano.it/eventi/2023/sul-filo-del-consenso-nina-raine-e-la-drammaturgia-in-prospettiva-gendered

talk

Riccardo Corcione-(Università degli Studi di Milano

Anna Maria Monteverdi-Università degli Studi di Milano

Costanza Nardocci -Università degli Studi di Milano

Nina Raine -Drammaturga, National Theatre, Londra

 reading

Giulia Maino

Giulia Trivero

  Libro

Nina RaineConsenso, a cura di R. Corcione,

trad. di Monica Capuani, Nowhere Books, 2023

 IN COLLABORAZIONE CON

Amleta

Nowhere Books

Stratagemmi – Prospettive Teatrali

Quanto ci toccano davvero i racconti di violenza che quasi ogni giorno invadono le nostre cronache occidentali?

Con quanta empatia ci avviciniamo ad essi e con quanta distanza li respingiamo nella ferma condanna? La drammaturga e regista inglese Nina Raine, con il suo Consent (2017), dimostra come grandi stereotipi e disparità di genere riguardino in realtà le nostre relazioni quotidiane. E quanto sia complesso combatterli attraverso la legge, inglese e occidentale.

Una coppia della city legata al mondo forense ha appena acquistato casa: un caso di violenza stravolgerà per sempre le loro vite, le loro convinzioni, la loro idea di giustizia, pubblica e privata.Una drammaturgia profonda e viva, che verrà discussa nell’incontro con l’autrice e con il curatore dell’edizione italiana, accanto alla lettura di alcuni brani.

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Appuntamento in forma laboratoriale sull’AI (intelligenza artificiale) sabato 04 novembre ore 18:00 alla Rotonda di Villa Papadopoli – Ceneda di Vittorio Veneto.

L’artista IGOR IMHOFF parlerà dei “Flussi Operativi con Stable Diffusion e Dintorni”. Argomento Interessante, non mancate.

Vi ricordo che per l’occasione è visitabile l’esposizione “A New Era of Algorithmic Creativity” con gli artisti: Carmine Calvanese – Marco Cadioli – Mattia Casalegno – Pier Giorgio De Pinto – Domenico Dom Barra – Igor Imhoff – Ernesto Jannini – Silvano Tessarollo. Mostra a cura di ENNIO BIANCO.

Esposizione dal 28 ottobre fino al 12 novembre: aperta domenica 29 ottobre (mattina dalle ore 10 alle 12 e pomeriggio dalle 15 alle 18); sabato 04 novembre (pomeriggio dalle 15 alle 19); sabato 11 e 12 novembre (pomeriggio dalle 15 alle 17).

Altri giorni su appuntamento info 338 854 3473.

Organizza SpazioVIAVAI

Ingresso libero.

MAMA-L’origine di tutte le cose, spettacolo multimediale di e con Cinzia Pietribiasi a San Sepolcro il 3 novembre
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Un fitto programma di residenze creative al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro, dove l’Associazione CapoTrave/Kilowatt accoglie compagnie di teatro e di danza che soggiorneranno sul territorio per periodi differenti e apriranno il loro percorso di creazione con una prova aperta al pubblico.

Segnaliamo il lavoro di Cinzia PIETRIBASI, MAMA L’origine di tutte le cose, spin off di Padre d’amore Padre di fango (2020) e secondo capitolo del dittico sui rapporti familiari disfunzionali.

Gesto d’amore della regista verso quella figura creatrice di vita che è la madre. Attraverso varie fonti mediali e digitali, la performance ripercorre i viaggi nella ex Jugoslavia con una madre algida e assente, straniera in terra italiana.
Se il lavoro precedente esplorava gli anni 70-80, MAMA si sofferma sugli anni 90 e si spinge oltre nella scala temporale: il viaggio diventa siderale e ci si interroga: quando e come ha avuto origine il tutto? Qual è l’origine dell’amore della figlia per una madre?

Note di regia
MAMA. L’origine di tutte le cose è la mia seconda indagine sul tema dei rapporti familiari disfunzionali e sulla necessità di un gesto d’amore a riparare il disastro.
Se Padre d’amore Padre di fango (che ha debuttato a luglio 2020 a Kilowatt Festival), il primo del dittico, tenta di rispondere alla domanda “Cosa vuol dire amare un padre nonostante tutto” e racconta il dispiegarsi del rapporto difficile di una bambina con un padre eroinomane negli anni
ottanta, il secondo prova a far luce su una madre appena diciannovenne, straniera in terra italiana, assente a causa dell’eroina e della malattia.
La madre è un brontosauro di 20 cm di altezza, un giocattolo di plastica ingigantito dalla videoproiezione. “Madre di sasso, madre diversa” è l’incipit della canzone di Nada e inizio dello spettacolo. La madre è “ridotta” ad una traccia sottile, non appare mai. Ad essere mostrati sono solo i segni del suo passaggio nella mia vita: una voce che ho registrato, immagini video di un viaggio in auto verso la Slovenia immortalato dal parabrezza, alcune foto, pochi ricordi sbiaditi e parecchi disegni a matita. Il gesto grafico è un filo che lega tutta la performance transmediale, caratterizzata dalla presenza simultanea di media e strumenti digitali diversi. Il segno è presente negli scarabocchi che ho realizzato nel tentativo di esplorare il tempo prenatale, un periodo interstiziale tra il non essere e l’essere. Il segno è traiettoria densa di colore a tempera su una mappa geografica pre 1989, data emblematica che segna un prima e un dopo – una data in cui i dinosauri muoiono.

Il segno è anche digitale e tridimensionale, un disegno che produco nello spazio virtuale e immersivo di Tilt Brush: un viaggio interstellare condiviso con il pubblico grazie al mirroring del visore per VR.
E poi c’è la presenza artificiale e al tempo stesso incarnata di Alexa, che dialoga con i miei ricordi, confonde le mie certezze, risponde alle mie domande. La madre è origine: interrogarsi sulla propria madre è mettersi in relazione con l’archetipo dell’inizio e della fine, della nascita e della morte. Voglio spingermi con totale imprudenza in quel territorio rischioso che è il provare a capire qual è l’origine della vita, e perfino dell’universo. Nascita e morte, scale temporali umane e geologiche, addirittura siderali.
Se si parla di nascita e di creazione, non si può tralasciare la dimensione spirituaale: la religione è un’altro filo rosso che lega le madri della mia famiglia. Una linea matrilineare fatta di donne slave algide, dure e severe. “Se non esiste Dio, non esiste neanche il paradiso: se non c’è il paradiso
non ha senso tutta questa sofferenza” dice la madre interrogata sul valore che ha la religione nella sua vita.
Anche lo spettacolo deve finire e lo fa con l’abbraccio di una ninna nanna istriana. Con compassionevole sorriso per gli errori miei e tuoi, madre mia, auguriamoci buona notte.


Breve bio
Artista digitale, regista e performer.
Fonda nel 2012 Compagnia Pietribiasi/Tedeschi ed è parte del collettivo Jan Voxel. Junior Scientist presso l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si occupa di una ricerca artistica che vede l’arte in dialogo con la scienza (e con i ricercatori dell’INFN Roma 3), docente di Sistemi Interattivi presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, docente di Drammaturgia multimediale presso Alma Artis, Accademia di Belle Arti di Pisa.

Node Festival a MODENA 6-9 dicembre #NODE2023
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La traiettoria programmatica dell’undicesima edizione di NODE attraversa le pratiche contemporanee della multimedialità e conduce il proprio pubblico in un percorso di esperienze immersive ed esplorazioni audiovisive rinnovando lo spirito di ricerca del festival.

I nomi che anticipano il programma, dal 6 al 9 dicembre, sono quelli della compositrice e sound artist svedese Ellen Arkbro, nota per il suo lavoro di ricerca sugli intervalli armonici e l’intonazione pura; il digital artist peruviano Alex Guevara, all’opera con visual intrecciati tra soundscapes in continua evoluzione; il progetto Synspecies, che vede la collaborazione degli artisti mediali Tadej Droljc ed Elias Merino; il collettivo torinese SPIME.IM i cui racconti audiovisivi uniscono intelligenza artificiale e musica elettronica; e l’artista turco Cevdet Erek, capace di alterare la percezione e l’esperienza dell’ambiente attraverso il suono.

Il festival sarà anticipato da un evento di anteprima in programma venerdì 24 novembre con protagonisti i giapponesi GOAT, realtà straordinaria e di difficile definizione nata dalla mente del chitarrista Koshiro Hino, in grado di elevare ai limiti dell’umano le potenzialità ritmiche del suono.

Da ora è possibile acquistare il festival pass, che garantisce l’ingresso a tutti gli eventi di NODE 2023.

Mostra collettiva ” A NEW ERA OF ALGORITHMIC CREATIVITY”.
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Artisti: Carmine Calvanese – Marco Cadioli – Mattia Casalegno – Pier Giorgio De Pinto – Domenico Dom Barra – Igor Imhoff – Ernesto Jannini – Silvano Tessarollo.

INAUGURAZIONE con CONFERENZA DI ENNIO BIANCO SABATO 28 OTTOBRE ORE 18:00.

ROTONDA DI VILLA PAPADOPOLI – Piazza Papa Giovanni Paolo I – CENEDA DI VITTORIO VENETO.

Mostra dal 28 ottobre fino al 12 novembre: aperta domenica 29 ottobre (mattina dalle ore 10 alle 12 e pomeriggio dalle 15 alle 18); sabato 04 novembre (pomeriggio dalle 15 alle 19); sabato 11 e 12 novembre (pomeriggio dalle 15 alle 17).

Altri giorni su appuntamento info 3388543473. Ingresso libero.

Evento organizzato da Spazio VIAVAI.

Collaborazioni: Associazione Porta Fucsia, OfficinaPoesia, Zheneda e Studio Blu Cobalto.

FESTIVAL DELLO SPETTATORE con una GIORNATA DI STUDI SU ARTI PERFORMATIVE e INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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8 – 12 NOVEMBRE 2023, AREZZO

Il Festival dello Spettatore, quest’anno giunto alla sua ottava edizione, è ideato e promosso dalla Rete Teatrale Aretina.

La caratteristica principale del Festival è quella di presentare un fitto programma di iniziative rivolte al pubblico, agli operatori, ai critici, agli artisti, coinvolti anche contemporaneamente. Convegni, seminari, workshop, spettacoli di nuova drammaturgia, giornate di studio, presentazioni, si alternano in luoghi diversi della Città, in un percorso che diventa anche di conoscenza e di scoperta dei suoi luoghi di interesse storico-artistico.

Il Festival costituisce uno straordinario strumento per rispondere alla necessità di promuovere e favorire lo studio e la condivisione di buone prassi sul tema dell’audience development ed engagement, attraverso la programmazione di occasioni di confronto tra operatori, istituzioni, artisti e spettatori, nonché attraverso la creazione di un network di operatori e spettatori e la creazione di un comitato scientifico collegato al festival, costituito da un gruppo di esperti.

L’edizione 2023 del Festival dello Spettatore torna a occuparsi della connessione tra arti sceniche e tecnologia, stavolta portando l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale, le sue implicazioni etiche e le sue potenzialità a supporto della creatività. Ma l’edizione 2023 toccherà anche un altro tema, quello del nostro rapporto con il volto e con il corpo, anche in questo caso con un approccio non troppo lontano del tema reale/artificiale. L’ottava edizione del Festival sarà come sempre caratterizzata da un susseguirsi di appuntamenti tra spettacoli, proiezioni, laboratori, incontri: giochi artificiali, immaginarireali, come è d’altra parte il teatro, luogo d’eccellenza dell’immaginario, dove la finzione diviene realtà

Teatro Pietro Aretino ore 09:30 > 13:00
GIORNATA DI STUDI
ARTI PERFORMATIVE e INTELLIGENZA ARTIFICIALE

coordina e introduce Alfredo Rossi – ingegnere informatico
partecipano
Federico Bomba – Università di Bolzano, Direttore di Sineglossa
Anna Maria Monteverdi – Università Statale di Milano
Kamilia Kard – vincitrice bando Residenze Digitali 2022
Hillary Ghidini – progetti speciali Fondazione Piemonte dal Vivo / onLive campus
Mateusz Miroslaw Lis – produttore e regista cinematografico
Compagnia Teatrale Welcome Project

Rete Teatrale Aretina
Via Po 35, Arezzo
tel. 3317880087
info@reteteatralearetina.it

Taller de creación de escenografías digitales con Unreal Engine 5/KONICLAB-Zaragoza
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Unreal Engine 5 es una potente y avanzada herramienta de creación 3D en tiempo real. Se utiliza en campos tan diversos como el videojuego, el VJing o la escenografía digital.

Unreal Engine 5, desarrollado por Epic Games, proporciona a los creadores de contenido una plataforma versátil y de alto rendimiento para diseñar y construir experiencias interactivas.  Destaca por su capacidad para crear gráficos impresionantes, físicas realistas y una amplia gama de herramientas de desarrollo que lo convierten en una elección popular tanto para videojuegos como para aplicaciones de realidad virtual, arquitectura, cine o procesos audiovisuales que requieran ejecución en tiempo real.

Estructura y calendario

La estructura de cada ciclo de formación consta de dos semanas presenciales, una primera semana destinada a recibir la formación del software específico y una segunda en donde pondremos en práctica los conocimientos adquiridos mediante la ejecución de un proyecto colaborativo, una obra consensuada entre los y las participantes al taller.

|  Semana del 20 al 24 de noviembre de 17:00 a 21:00. “Fundamentos de Unreal Engine”.

En la primera semana de taller, nos sumergiremos en el mundo de Unreal Engine 5 mediante una formación técnica, introduciéndonos en los fundamentos esenciales de esta tecnología permitiendo adquirir los conocimientos esenciales para comenzar a desarrollar entornos 3D digitales e interactivos.

|  Semana del 27 de noviembre al 1 de diciembre. Ejecución práctica en una obra colaborativa.

La segunda semana del taller se centra en la aplicación práctica  con un equipo docente profesional de las artes escénicas con amplia experiencia en dirección escénica, lenguajes del movimiento y proyectos híbridos con nuevas tecnologías, con quien traduciremos las habilidades técnicas adquiridas la semana previa, en una visión escénica concreta, resolviendo desafíos relacionados con las particularidades específicas de los proyectos escénicos. Para esta fase contaremos con actores estudiantes de interpretación que se unirán al proyecto, pudiendo colaborar con ellos para integrar la escenografía digital creada en una actuación en vivo. Este enfoque interdisciplinario brindará una comprensión más profunda de cómo esta tecnología puede potenciar la expresión corporal y la narrativa en el escenario.

Estructura y calendario

La estructura de cada ciclo de formación consta de dos semanas presenciales, una primera semana destinada a recibir la formación del software específico y una segunda en donde pondremos en práctica los conocimientos adquiridos mediante la ejecución de un proyecto colaborativo, una obra consensuada entre los y las participantes al taller.

|  Semana del 20 al 24 de noviembre de 17:00 a 21:00. “Fundamentos de Unreal Engine”.

En la primera semana de taller, nos sumergiremos en el mundo de Unreal Engine 5 mediante una formación técnica, introduciéndonos en los fundamentos esenciales de esta tecnología permitiendo adquirir los conocimientos esenciales para comenzar a desarrollar entornos 3D digitales e interactivos.

|  Semana del 27 de noviembre al 1 de diciembre. Ejecución práctica en una obra colaborativa.

La segunda semana del taller se centra en la aplicación práctica  con un equipo docente profesional de las artes escénicas con amplia experiencia en dirección escénica, lenguajes del movimiento y proyectos híbridos con nuevas tecnologías, con quien traduciremos las habilidades técnicas adquiridas la semana previa, en una visión escénica concreta, resolviendo desafíos relacionados con las particularidades específicas de los proyectos escénicos. Para esta fase contaremos con actores estudiantes de interpretación que se unirán al proyecto, pudiendo colaborar con ellos para integrar la escenografía digital creada en una actuación en vivo. Este enfoque interdisciplinario brindará una comprensión más profunda de cómo esta tecnología puede potenciar la expresión corporal y la narrativa en el escenario.

Imparte

Fundamentos de Unreal Engine”. Impartido por Álex Martínez Casalà, colaborador habitual de Kònic Thtr en proyectos de escena interactiva y VR, ingeniero de contenido digital interactivo y diseñador de videojuegos (game designer).

“Creación escénica cuerpo virtual”. Impartido por Rosa Sánchez coreografía y dirección artística y Alain Baumann dirección tecnológica y musical (Konic Thtr).

Dirigido a…

La actividad está dirigida a artistas, profesionales o estudiantes que tengan interés en ampliar sus conocimientos en el empleo de herramientas de software para la creación y experimentación artística, haciendo especial hincapié en las posibilidades actuales que ofrece el audiovisual en relación con la tecnología contemporánea y sus múltiples manifestaciones: instalaciones interactivas, espectáculos en vivo y otras formas de arte new media.

Inscripciones

Precio general: 190€.

Precio reducido: 50% (95€) para estudiantes (Secundaria, Bachillerato, Formación Profesional o Universitaria) o personas en desempleo que acrediten su situación. Recuerda enviar el documento que lo acredita a programacion@etopia.es

In libreria da oggi per ETS: Immagini e narrazioni.
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Educazione, comunicazione e sfide mediatiche

a cura di Andreina Di Brino

IMMAGINI E NARRAZIONI
Educazione, comunicazione e sfide mediatiche ETS

A cura di: Andreina Di Brino

Collana: Polifonica. Sguardi diversi tra immaginario, identità e culture

Le rapide mutazioni di forme e linguaggi indotte dalle più recenti tecnologie informatiche impongono una riflessione in diversi ambiti del sapere. Il libro propone pensieri, esperienze, percorsi per un rinnovamento delle conoscenze con apporti non canonici e sguardi artistici ed eretici, con varietà di metodi e idee.
La sezione socio-pedagogica propone ineludibili riflessioni in ambito educativo nel confronto col digitale e i mondi della rete, e quella artistico-multimediale racconta dialoghi fra modi tradizionali e nuove forme, dal video al virtuale.
Una proposta articolata e vivace di “sdrammatizzazione” della tecnologia attraverso usi creativi e conoscitivi.

Testi di: Vincenzo Beschi, Antonella Bussanich, Salvatore Colazzo, Andreina Di Brino, Donatella Fantozzi, Roberto Maragliano, Silvia Moretti, Mario Pireddu, Petra Probst, Jhafis Quintero, Irene Tedeschi, Chiara Tognolotti, Giacomo Verde.

Andreina Di Brino si occupa di estetiche e linguaggi dell’immagine multimediale, con particolare riferimento alle relazioni tra media tradizionali e media elettronici (analogici e digitali), e alle problematiche di conservazione e valorizzazione dei materiali videoartistici. All’Università di Pisa è docente di “Analisi dell’immagine” e co-docente di “Arte, Media ed educazione all’immagine”. Ha pubblicato saggi sulla Videoarte, l’Arte contemporanea e il Cinema indipendente per Lindau, Carocci, Charta, ETS, Polistampa, Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte, Felici Editore, Pisa University Press, L’Harmattan, Cleup, Treccani e riviste specializzate.

Videobox, il Premio Interfaccia Digitale 2023 è andato a “MOSE3” di Pablo Girolami
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Si è concluso ieri Videobox, festival di videodanza e nuove tecnologie applicate alle arti performative promosso da Hangartfest, soggetto riconosciuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Marche e dal Comune di Pesaro.

La manifestazione, realizzata in collaborazione con ZED Festival e COORPI, ha presentato proiezioni, visioni a 360, laboratori e incontri con autori, critici ed esperti.

Ampio spazio è stato dato ai giovani registi pesaresi Elia Mazzini e Viola Bartolini e ai creativi del collettivo Spazio GEGE. Momento cruciale è stata la tavola rotonda Transizione Digitale e Performing Art che ha visto la partecipazione di artisti, curatori, coreografi ed esperti di nuove tecnologie digitali quali Anna Maria Monteverdi, Giorgia Coco, Gianella Cubas, Giovanni Gaggia, Fabrizio Molducci, Paolo Paggi, Ariella Vidach, Claudio Prati, Francesca Pedroni e Valerio Veneruso.

A chiudere la manifestazione domenica 15 ottobre è stato il premio internazionale di videodanza Interfaccia Digitale, a sostengo della produzione di nuove opere, con video provenienti da Europa, Singapore, Canada, Stati Uniti, Russia, Turchia e Iran.

Un Cinema Astra gremito di spettatori e studenti del Liceo Coreutico Marconi, del Liceo Artistico Mengaroni e dell’Istituto ISIA Urbino ha accolto a proiezione dei dieci video finalisti e la prima di LINE, il nuovo lavoro di Francesco Margarolo, vincitore della scorsa edizione del Premio.

Il Premio Interfaccia Digitale 2023 è andato al video MOSE3 (foto) di Pablo Girolami con la seguente motivazione “Uno sguardo in camera ci cattura e catapulta in un vortice. Una danza erotica e pulsante. Una coreografia rigorosa, ironica, sorprendente. Interpreti liberi, potenti, seducenti. Un montaggio serrato, una drammaturgia diretta, una fotografia inglobante. Spazi, luci, colori e musica ipnotica ci avvolgono e non ci lasciano più.”

Molte le menzioni speciali assegnate dalle giurie, a sottolineare l’assoluta qualità dei lavori presentati in concorso. Il direttore Antonio Cioffi si è detto soddisfatto per il bilancio positivo di Videobox che ha come obiettivo la diffusione dei linguaggi artistici contemporanei attraverso l’utilizzo dei media digitali. Il Festival va infatti ad aggiungersi al già noto Hangartfest dedicato agli spettacoli dal vivo, la cui XX edizione si è chiusa con successo lo scorso settembre.

Pensiero video. Disegno e arti elettroniche. Nuova mostra alla Fondazione Ragghianti a cura di ANDREINA Di Brino. Tra gli artisti presenti con le opere anche GIACOMO VERDE
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PENSIERO VIDEO. DISEGNO E ARTI ELETTRONICHE

a cura di Andreina Di Brino

Da Lucio Fontana a Jackson Pollock, da Nam June Paik a Fabrizio Plessi, e ancora Mario SchifanoStudio AzzurroGrazia ToderiBill Viola e molti altri, per una mostra che indaga la
relazione tra disegno e arti elettroniche

DAL 21 OTTOBRE AL 7 GENNAIO

Dal 21 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024 la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti di Lucca presenta la mostra Pensiero video. Disegno e arti elettroniche, a cura di Andreina Di Brino, studiosa di estetiche e linguaggi dell’immagine multimediale e docente all’Università di Pisa.

Tra disegnivideo e videoinstallazioni di artisti nazionali e internazionali – tra cui anche la straordinaria Little Italy (1990) di Nam June Paik, artista fluxus e padre nobile della sperimentazione video – la mostra propone un racconto che si snoda nella storia espositiva della Fondazione, che, sotto la pionieristica direzione di Vittorio Fagone, rivolse una specifica attenzione alle arti elettroniche, ma anche nel quadro delle riflessioni di Carlo Ludovico Ragghianti sulla necessità di sottolineare l’importanza del disegno come medium sostanziale del processo creativo.

Pensiero video. Disegno e arti elettroniche presenta opere, tra gli altri, di Lucio FontanaHans Namuth – Paul Falkenberg – Jackson PollockFabrizio PlessiQuayolaMichele SambinMario SchifanoStudio AzzurroGrazia ToderiGianni TotiGiacomo VerdeBill ViolaWolf Vostell: artisti scelti dalla curatrice, affiancata dal Comitato scientifico della Fondazione Ragghianti, presieduto da Sandra Lischi e composto da Fabio Benzi, dal direttore Paolo Bolpagni, da Martina Corgnati e da Davide Turrini.

Un progetto che si inserisce nello spirito di ricerca che caratterizza la Fondazione, per la quale ogni mostra è occasione e strumento di conoscenza e approfondimento su tendenze e generi non indagati sufficientemente, o su aspetti meno noti dell’attività degli artisti.

Per informazioni
Ufficio-stampa
Lara Facco P&C
+39 02 36565133 | E. press@larafacco.com | www.larafacco.com
Lara Facco | M. +39 349 2529989 | E. lara@larafacco.com
Martina Fornasaro | M. +39 338 623 3915 | E. martina@larafacco.com
Alberto Fabbiano | M. +39 340 879 7779 | E. alberto@larafacco.com
Denise Solenghi | M. +39 333 3086921 I E. denise@larafacco.com

Fondazione Ragghianti | Comunicazione istituzionale
Elena Fiori T. +39 0583 467205 | E. elena.fiori@fondazioneragghianti.it

ECOOS FESTIVAL-BARCELLONA (2-3 novembre)
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This year the interactive and immersive proposals are the star of #ECOSS23, with three installations (Fabra i Coats, 2-3 November, 18h-22h).
📌 “Digital Erosion”, interactive VR installation by Andrea Badia / nddr3 Andrea – nddr3
📌 “Fracture”, immersive VR installation by Azahara Cerezo and Mayte Gomez Molina.
📌 “Inminexo”, immersive virtual reality artistic videogame, by Konic Thtr (Rosa Sanchez Alain Baumann)


🌿 “Digital Erosion” by Andrea Badia / nddr3 is a project that addresses the concept of digital erosion, research that works from a perspective of virtualisation and physicalisation of natural geological processes. The work establishes a parallelism between the erosion that occurs in nature and the loss of digital information.
👁 «Fracture» by Azahara Cerezo and Mayte Gomez Molina is an immersive essay that investigates the virtual reality experience offered by devices like the Oculus Quest 2. As we immerse ourselves in our surrounding environments, eyewear continuously scan the space around us and monitor our movements with 4 integrated infrared cameras and 2 controllers with accelerometers and gyroscopes.
👾 The video game “INMINEXO” by Konic Thtr is an interactive 3D digital environment that allows the audience to get the immersive feeling through navigation with a virtual reality glasses sound-visual device, offering direct interaction with elements of this environment, modifying them and creating events in time real according to the personal decision of the person who interacts with it.

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