This essay was originally published on the blog of Theater Magazine in tandem with the “Digital Dramaturgies” edition (volume 42, issue 2), 2012.
Il testo mette in discussione la funzione storica del teatro e propone l’idea di un teatro algoritmico, senza attori umani, in cui il pubblico si confronta con processi generati da dati e algoritmi. Questo nuovo paradigma non riproduce più la centralità del corpo umano, ma apre interrogativi radicali su presenza, tempo e linguaggio. L’attenzione si sposta sugli schermi e sulle forme di soggettività che vi emergono, invitando a ripensare il teatro come spazio di sperimentazione post-umana.

Photo © W. Silveri. su https://daisysainsbury.com/2019/11/06/from-chomksy-to-chatbots-annie-dorsen-on-algorithmic-theater/
