Cosa significa essere “spettatori”, oggi?
In un’epoca in cui il fenomeno teatrale si estende ben oltre i confini del palcoscenico e le tecnologie ridisegnano le forme della presenza e della relazione scenica, la figura dello spettatore si ridefinisce radicalmente: da supposto osservatore passivo a soggetto partecipante, da destinatario del senso a coautore dell’esperienza.
«Fenomenologia della partecipazione» ( BULZONI EDITORE )ripensa la spettatorialità a partire da una prospettiva sociosemiotica e postumana, mostrando come il fenomeno teatrale sia, prima di tutto, un dispositivo epistemico. Un luogo in cui corpi, tecnologie e affetti si intrecciano in un’unica ecologia della percezione.
Il volume propone casi studio emblematici della scena internazionale – dalle audio walks di Janet Cardiff a spettacoli come The Encounter di Simon McBurney, The Burnt City di Punchdrunk, fino all’iconico e pop-culturale Doctor Who: Time Fracture – analizzati attraverso un approccio interdisciplinare che coniuga semiotica, teoria degli affetti e media studies.
Ne emerge una riflessione analitica e prospettica sul modo in cui oggi il fenomeno teatrale rappresenta un laboratorio per comprendere le trasformazioni semiocognitive dell’umano nella tecnosfera.
Frutto di una ricerca coerente e metodologicamente fondata, il volume si propone come un’opera aggiornata e di riferimento sul tema della spettatorialità contemporanea, un ponte tra la tradizione critica italiana e il dibattito internazionale dei performance studies.

Beato Massimo Roberto
Scrittore, Drammaturgo, Semiologo e Specialista delle discipline del Teatro e dello Spettacolo. Dottore di ricerca (35° ciclo) in Philosophy, Science, Cognition and Semiotics presso l’Università di Bologna, si occupa di sociosemiotica del teatro, gestualità e corporeità, semiotica e teoria dell’immagine, semiotica dello spazio, semiotica dell’esperienza, metodologia semiotica di analisi testuale, teorie dell’enunciazione e della soggettività, media immersivi e tecnologie enattive, meaning-making processes, forme e modelli di scrittura, Creatività e IA, Posthuman Bodies (interfaces between humans and technology). Dal 2023 è docente a contratto di Storia del teatro e dello spettacolo (L-10/LM-14) presso l’Università degli Studi della Tuscia, dove tiene anche un laboratorio di Scrittura Creativa e Lettura Interpretata. Dal 2025 è anche Ricercatore a T.D. (CdR), art. 22 L. n. 240/2010 e modificazioni con legge n. 79 del 29 giugno 2022, presso lo stesso Ateneo con un progetto dal titolo “IMPACT: Immersive Media for Performing Arts and Cultural Transformation” nell’ambito del SSD PEMM-01/A (Discipline dello spettacolo) presso il Dipartimento DISUCOM poi DISTU, sotto la supervisione del Responsabile Scientifico prof. Giovanni Fiorentino. Recentemente, il focus della sua ricerca si concentra sui processi semio-cognitivi degli spettatori nelle esperienze performative immersive. Ha pubblicato articoli e saggi sulle riviste scientifiche «E|C», «Carte Semiotiche», «Mimesis Journal», «Topoi», «Annali di studi religiosi», «Lexia» e «Connessioni Remote». Attore e regista professionista, è anche docente a contratto di Analisi del testo presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” (AFAM), dove dal 2015 ha insegnato Analisi della drammaturgia, Scrittura per il teatro, e Radiodrammi e scritture per la radiofonia, e nel 2008 ha conseguito il diploma accademico in Recitazione e Regia. È stato assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Torino dove si è occupato di corpi estesi, potenziamento tecnologico, esperienza e significazione, nell’ambito del SSD PHIL-04/B (Estetica e Filosofia dei linguaggi).