Quando tutto finirà-ultimo testo teatrale di Toni Garbini ispirato al lock down. Una riflessione di Anna Monteverdi
1434

annamaria monteverdi/ Settembre 30, 2020/ NEWS

Il regista attore e autore teatrale e video Toni Garbini del Teatro OCRA di Sarzana (SP) mi ha inviato un bel testo teatrale. Scritto durante il lock down “Quando tutto finirà” è ispirato alle mille solitudini urbane e umane dei giorni più intensi dell’emergenza sanitaria mondiale, ed è anche uno dei primi testi drammaturgici sul tema che io abbia letto. L’ho trovato particolarmente intrigante. Una mia riflessione.

Durante il lock down i luoghi più frequentati sono state le room delle chat erotiche. Dove accadono cose che possiamo immaginarci, o forse no, ma quei messaggi nella bottiglia diventano improvvisamente spaccati di un mondo che fugge dall’orrore della morte che sembra sempre più vicina, e immagina territori dove, se non si va ora non si andrà mai più.

Un teatro della realtà, che si intuba in un pc.

Irriverenti trasgressioni e follie di gruppo, fughe dalle convenzioni sociali, ma anche ordinarie richieste d’amore: tutti imprigionati come Amleti irrequieti, reclamiamo la nostra ora d’aria, il nostro fabbisogno giornaliero di calore. Ora più che mai, visto che il destino potrebbe compiersi d’un botto.

Ma l’eco che frastorna e fuoriesce dall’elenco impersonale, è quello di una coppia, lui e lei: non è chiaro cosa abbia fatto scatenare la violenza, e se questa violenza sia condita di piacere voluto, o goduto. Forse si lasceranno non appena permetteranno loro di uscire liberi.

Intanto la lista delle richieste sul web si allunga: accoppiamenti con mascherina, masturbazioni dai balconi, in cantina, di nascosto, intrappolati a “interpretare” le 120 giornate di Sodoma senza interruzione. Il comico diventa tragico, la vita vista dalla finestra sul cortile del web è più divertente, non è come un film a luci rosse di serie B.

Cosa ci lasciamo dietro? Vale la pena provarci con la ragazza vista al supermercato, è carina e poi, in fondo, cosa abbiamo da perdere? E perché non fingersi di essere quello che si vuole essere, quando tra poco sarà tutto finito, e chissà se sarà davvero andato tutto bene.

Il vuoto di una stanza opprime: fa rimbombare le colpe reciproche, ci annulla.

Un testo teatrale secco, a tratti divertente e scomposto, questo di Toni Garbini, da leggersi tutto d’un fiato, in cui riconosciamo la sua capacità di ritrarre universi folli e paralleli: precipitiamo un po’ per caso, in quei territori intimi interdetti come in un campo minato, cioè ci lanciamo dentro le vite ambigue degli altri, quelli che violano non la quarantena ma il loro modo ordinato di essere, la loro puntuta vita di coppia. Quanti di noi si riconoscono in quegli accoppiamenti promiscui e quante storie d’amore si sono consumate complice il virus letale, e quante si sono lacerate nei due vani con bagno dove la vicinanza a lungo andare, può diventare un attentato alla vita di lei?

Se ci fosse una pendola all’inglese in mezzo, potremmo dire di essere dentro un’anticommedia di Ionesco.

Una prima prova di drammaturgia “post Covid” questa di GARBINI che speriamo di vedere presto sulla scena.

Lydie Misiek, frame dall’opera video di T. Garbini Semipersona

Per info: tonigarbini@gmail.com

NOTA DELL’AUTORE

Toni Garbini, drammaturgo ed attore. Tra i suoi testi si segnalano “Il sogno nel cassetto” che riceve la menzione speciale del premio di drammaturgia Oddone Cappellino al Festival delle Colline Torinesi 2004 e “Quo”pubblicato nella rivista on line Dramma.it, nel 2013; realizza numerosi spettacoli che partecipano a rassegne quali Zona Franca \ Teatro delle Briciole Parma, Piccoli Fuochi \Teatro di Buti Pisa, Lunatica Festival \ Provincia Massa Carrara e il Festival della Mente \Sarzana. Tra questi si ricorda l’allestimento de “Il soccombente”, tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Bernhard, segnalato sul “Patalogo 31 – Annuario del Teatro 2008”edito da Ubulibri. Dal 2001 lavora come responsabile di Teatro Ocra che opera nelle pieghe più problematiche della realtà sociale del territorio tra La Spezia e Massa Carrara, il carcere, la scuola, il disagio da dipendenze e la disabilità fisica e mentale. Nel Settembre 2015 è drammaturgo ed interprete insieme a Chico Bertacchini (Starfuckers), e Gianluca Petriccione (Progetto Toilet Paper \ Maurizio Cattelan) di “Parlessere Lacan” una text-based performance andata in scena, presso la galleria Cardelli & Fontana nel contesto del Festival della Mente. Nel 2016 ha presentato nel contesto del “Salone del Libro di Torino” la sua drammaturgia “My soul”, pubblicata dalle edizioni Platò. Alla Cardelli & Fontana presenta “ab Joy. Pasolini’s interview” dai frammenti delle interviste in italiano, inglese e francese di Pier Paolo Pasolini.

Share this Post