Mappando alberi, la nuova mania dei digital artists
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annamaria monteverdi/ Agosto 4, 2015/ FOCUS, videomapping

Si chiama The Influence machine il progetto di proiezioni di “moving images” su alberi e fumo di Tony Oursler dal 2011. Presentato in vari parchi urbani il progetto utilizza sistemi di proiezioni  con una “luce parlante” collegata a un sistema di messaggi da internet che dà ai partecipanti remoti la possibilità di contribuire in questo modo: le loro parole sono convertite in suoni e luci. La partitura di Oursler e Tony Conrad prevede anche live performer.

Il portale Interactivedesign.it ci segnala Kimchi and Chips e il loro “Lit Tree” al FutureEverything di Manchester. “Attraverso l’utilizzo di proiezioni l’albero assume nuove forme. L’interazione è resa possibile grazie alla scansione 3D della mano che viene posta sopra un piedistallo e tracciata da una kinect. Il movimento della mano permette di scegliere quali parti dell’albero vengono evidenziate dalle particelle di luce. Il software è stato scritto in C + +, openFrameworks, XCode e Visual Studio”.

A small potted tree has a perpetual conversation with people. Through the use of video projection, a tree is augmented in a non-invasive way, enabling the presentation of volumetric light patterns using itʼs own leaves as voxels (3D pixels).

Così gli autori:”The tree invites viewers with a choreographed cloud of light that can respond visitors motion. As visitors approach, they can explore the immediate and cryptic nature of this reaction. The tree can form gestures in this way, and can in turn detect the gestures of its visitors. By applying a superficial layer of immediate interaction to the tree, can people better appreciate the long term invisible interaction that they share with it?”

Mapping on trees è il nome di una delle proiezioni di videmapping su alberi degli italiani APPARATI EFFIMERI, una delle strutture più vivaci del panorama dell’arte digitale internazionale che collabora anche per progetti di scenografie in videomapping. Appartiene al progetto Gardenia projection pensata come dicono gli autori per animare giardini e parchi, creando un’atmosfera da sogno, magica e favolosa. Apparati Effimeri era presente a Digital Life 2012 (sezione digitale del Romaeuropa Festival) con la garden projection NATURALIS HISTORIA, una video proiezione su alberi e arbusti veri, appositamente allestiti all’interno dello spazio Ex GIL a Trastevere. La proiezione in tre dimensioni, applicata alla vegetazione che compone il giardino, ha avvolto lo spettatore in un’atmosfera onirica e meravigliosa che ha modificato la percezione dello spazio contribuendo ad amplificarne le prospettive.

Apparati Effimeri approfondisce lo studio degli elementi naturali iniziato con l’esperienza del Parsifal di Wagner diretto da Romeo Castellucci, proseguito con gli antichi erbari di Ulisse Aldrovandi per il progetto Linfa Vitale e giunto qui all’incontro con il testo fondamentale per tutti gli studi di fisica e scienze naturali: l’enciclopedica Naturalis Historia di Plinio Il Vecchio. Il fruitore era immerso in un’ambientazione boschiva alle primi luci dell’alba, quando le foglie acquistano sfumature madreperlacee e tutto accade in una dimensione cangiante e mutevole (dal sito del gruppo).

Visual Maizz ha creato lo spettacolo di mapping su elementi arborei chiamato Corn Dei. Visual Maizz è uno studio gestito da artisti digitali messicani José Morente e Israele Villalobos e ha proiettato i volti di otto divinità messicane sugli alberi dei parchi in Messico durante l’ultima edizione del Corredor Cultural Roma-Condesa. Un articolo su Thecreatorsproject ne parla diffusamente: “Visual Maizz ha creato Corn DEI per aumentare la consapevolezza dell’aumento di organismi geneticamente modificati sempre più presenti nella catena alimentare del Messico. Villalobos e Morente ha spiegato che la coltivazione del mais è minacciata da “sementi transgeniche” che contaminano le colture convenzionali e rovinano il suolo nel lungo termine”. Dicono gli autori: “Tutte le culture messicane, la zapoteca, Olmechi, Aztechi e Maya, erano uniti dal culto del mais. Quindi l’idea era quella di inviare un messaggio alla nostra società ma in un modo insolito”.

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Le proiezioni hanno creato un effetto spettacolare di teste galleggianti, che ricorda l’aspetto delle teste di Monte Rushmore, e hanno anche una certa somiglianza con il lavoro fotografico di Briend Clément, Cambodian TREES.

L’art team Viewmaker

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